Lo scambio sul posto è un meccanismo attraverso il quale viene valorizzata tutta l’energia immessa dall’utente nella rete elettrica. Non si tratta di una “vendita”, ma di una forma, appunto, di valorizzazione dell’energia immessa nella rete. Potremmo definirlo un “rimborso parziale” delle bollette pagate, in relazione all’energia immessa in rete.

Tale valorizzazione tiene conto non solo dell’elettricità immessa, ma anche dell’energia che viene prelevata dalla rete per i propri consumi. Si tratta, in altre parole, di una forma di compensazione economica tra immissioni e prelievi.

Attualmente il contributo di scambio sul posto e il pagamento dell’eccedenza (oltre le detrazioni di costi al 50%) garantiscono gli introiti economici degli impianti fotovoltaici ad uso domestico.


Prima di spiegare cosa sono e quanto valgono servono due premesse:



1° Lo scambio sul posto (ssp) prevede un contributo (contributo in conto scambio) che viene calcolato in maniera abbastanza complessa sulla base di diversi parametri, che variano nel tempo come variano i prezzi dell’energia sul mercato elettrico. Per questo motivo l’entità del contributo viene stimata, varia da caso a caso e dipende, oltre che dai prezzi correnti di mercato, dalle quantità effettive di energia immessa e prelevata nella rete.


2° Lo scambio sul posto non è un “incentivo”, gli incentivi sono terminati a luglio 2013, mentre lo scambio sul posto è ancora in vigore ed è cumulabile con le detrazioni fiscali.
Fino al 5 luglio 2013 per valorizzare il proprio impianto, si poteva scegliere tra due opzioni, in alternativa l’una all’altra: incentivi del conto energia o detrazioni fiscali + scambio sul posto.

Vediamo di spiegare meglio. Il servizio di scambio sul posto, regolato dal 2009 dal Gse e non più da Enel o altri gestori, è un contributo finalizzato alla valorizzazione dell’energia in eccesso immessa nella rete, energia non istantaneamente auto consumata.


In particolare: ciò che il Gse emette a titolo di rimborso sull’energia immessa in rete è il contributo in conto scambio dello scambio sul postoQuesto è emesso a favore dell’utente dello scambio (gestore dell’impianto) rimborsando parzialmente i costi sostenuti per il prelievo di energia elettrica dalla rete, ovvero: le bollette elettriche.

Il meccanismo è questo: prima pago le bollette per tutta l’energia prelevata dalla rete, e poi ricevo un rimborso parziale da parte di Gse.

Cioè: l’utente paga come di consueto la bolletta ad Enel (o ad altro gestore) per tutta l’energia prelevata quando l’impianto non è in produzione (per esempio di notte). Per queste bollette pagate riceve un rimborso parziale dal Gse, attraverso acconti semestrali e conguagli annuali. Il rimborso è però nei limiti della quantità di energia precedentemente immessa.

Cosa succede se, nell’anno solare, le immissioni totali di energia in rete sono maggiori dei prelievi effettuati dalla rete?

In questo caso abbiamo un’eccedenza di energia, ovvero una quantità di energia in eccesso immessa in più rispetto a quella ri-prelevata per i propri consumi.

In questo caso si parla di “eccedenze” di immissioni rispetto ai prelievi. Il meccanismo dello scambio sul posto prevede la scelta a cura dell’utente tra due possibili opzioni di trattamento dell’eccedenza di energia immessa in rete: la liquidazione monetaria delle eccedenze oppure la messa a credito del suo valore per i conteggi dell’anno successivo.

Quindi: se a fine anno, a seguito del conteggio complessivo tra energia immessa e prelevata, risultano immissioni maggiori rispetto ai prelievi, l’energia immessa in più rispetto a quella “compensata” viene valorizzata (ovvero: le viene dato un valore economico in euro). Questo valore, che è di fatto il prezzo di mercato medio dell’energia rilevato nell’anno di riferimento, può essere monetizzato e liquidato da parte del Gse, oppure può essere messo a credito nel contributo in conto scambio dell’anno successivo.

Il sistema dello scambio sul posto è un meccanismo per valorizzare ulteriormente l’energia prodotta dall’impianto. Ulteriormente perché la prima e più significativa fonte di valorizzazione dell’energia prodotta è l’autoconsumo immediato, istantaneo. La quota di energia auto consumata non passa dal contatore bidirezionale, ma solo dal contatore di produzione, per passare direttamente al servizio dell’utenza. Questo passaggio diretto bypassa l’utilizzo della rete elettrica del gestore, evita quindi le spese ad esso connesse e quelle di prelevamento associate alla bolletta elettrica.